"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"
E. Jolley
"Villa Lopez" è un Bed & Breakfast che offre ai suoi ospiti calda accoglienza, intimità, relax, eleganza e cura in ogni particolare.
Il suo blog nasce per raccontare le piccole straordinarie storie di amicizia nate tra una torta di mele ed una chiacchierata in giardino all'ombra "du' Chiozzu", il vecchio gelso che stende i suoi ombrosi rami, paterno e protettivo, e la cui maestosa mole parla di secoli di vita e sembra quasi raccontarti di tutti i monelli che ogni primavera davano la scalata ai suoi rami per "rubare" le sue more.
Tra le pagine di questo blog troverete i pensieri, a volte vere poesie, lasciati dai miei ospiti, veri protagonisti della vita di questo bed&breakfast; troverete pagine scritte proprio da alcuni di loro; troverete, a volte, riflessioni e considerazioni sui problemi di quest'angolo di Calabria e sul turismo; troverete leggende e racconti nati dalla fantasia popolare e tramandati nei secoli; poesie e brani di autori calabresi, spesso sconosciuti.
Il mio invito, a tutti i visitatori di questo blog, a lasciare i propri pensieri e commenti dando così vita e seguito a tante altre bellissime storie di simpatia ed amicizia.


Accomodatevi, prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast

giovedì 7 aprile 2011

"Tutto il mondo dentro"



Qual è il male oscuro che affligge Maria?
È davvero indemoniata  o qualcosa del suo passato la tormenta?

...Giovanni Buscemi, detto u magu, è uno psicoterapeuta tornato da poco
a Cittanova, in Calabria, da dove era fuggito ancora ragazzo per inseguire i
suoi sogni.
In paese incontra Livia Antonietta, il suo amore di gioventù. La
donna gli chiede di aiutare Maria, una diciassettenne che la madre crede
posseduta dal demonio.
Giovanni comincia la terapia e, con la forza della parola, inizia a scavare
nel passato della ragazza, orfana di padre e cresciuta in un ambiente repressivo.

Cosa tormenta Maria e la rende preda di crisi convulsive così
terribili da farla sembrare indemoniata?
Nonostante la cura sembri funzionare, c’è ancora qualcosa nascosto nel cuore della ragazza.
Nel frattempo a Cittanova le malelingue dicono che tra medico e paziente ci sia in realtà
una relazione, e Maria viene aggredita verbalmente e fisicamente da alcune
donne del paese. Sarà Giovanni, che ha riallacciato i rapporti sentimentali
con Livia, a salvarla dalle megere e a riuscire, con pazienza e intuito, a
liberare la ragazza dai suoi dèmoni.

Un romanzo psicologico di grande impatto emotivo.

TUTTO IL MONDO DENTRO di Graziano Versace
ED. SAN PAOLO

Graziano Versace è nato a Belmore (AUS) il 16/02/64.
Laureatosi in Lettere Moderne, ha svolto per qualche tempo l’attività di psicoterapeuta umanistico-esistenziale. Attualmente, insegna Materie Letterarie a Sant’Agata di Militello (ME) dove vive insieme alla moglie Ketty e al figlio Davide.
Ha pubblicato un libro di narrativa per la scuola dal titolo Biglie colorate. A settembre 2009 è uscito per San Paolo un suo romanzo: Ladri di locandine. Finalista due volte al Premio Urania, coltiva da sempre la passione per la Fantascienza.

Vincitore del Premio iNarratori 2008, sezione Fantascienza, il suo romanzo Raimondo Mirabile, futurista, è stato pubblicato nel febbraio 2010 nella collana Eclissi di Edizioni XII.

martedì 1 febbraio 2011

Porta "Amusa"


Porta Amusa

Ormai
non risuona più il ripido selciato:
tacciono il raglio, il nitrito, il belato
e tace l’affannoso fiato
del pastore, del contadino
dall’amaro, ingrato destino.


Immemori le siepi e i muri
silenti le pietre, i tuguri
par sia calato l’oblio
su tutto il paese mio…

Ma nel nuovo silenzio non tace
la vera cultura, tenace
e da ogni pur piccola “strace”
ci chiama ancora Natura:
la madre antica, la vita futura.

Ormai
la Porta non teme incursioni
di vecchi o di nuovi ladroni
e attende sempre aperta
a Caulonia una riscoperta…


Attendono nuovi passi
giovani, lievi, i nostri sassi,
gli antichi custodi di storie
di piccole e grandi memorie.

(Emma Chiera - inedita - 28-29.12.2010)

Notizie storiche su Caulonia e la Porta Amusa




Nell'ottavo secolo a.c. un numero sempre più cospicuo di greci si avventurarono sulle profonde acque del mar jonio e raggiunsero le nostre sponde, dando così origine a quel processo definito da ogni studioso di storia antica l'epoca della seconda emigrazione, ovvero della colonizzazione ellenica sulle coste dell'Italia meridionale e della Calabria jonica in particolare.
Nel corso della loro storia le popolazioni elleniche ( achee, calcidesi, corinzie, laconiche e joniche) conobbero più volte il fenomeno dell'esodo verso terre da colonizzare.
Tarante, Metaponto, Sibari, Crotone, Locri e Reggio e subito dopo Squillace e Caulonia, furono le colonie e le sub-colonie che i greci costruirono lungo il litoranee jonico del mezzogiorno d'Italia. "Nel quinto secolo a.C. le città-stato sorte nel sud della penisola Italiana e in Sicilia erano diventate così numerose che tutta quella parte d'Italia veniva ormai comunemente denominata in greco Megale Hellas e in latino Magna Graecia.
In quella terra che dovevano considerare ricca di favorevoli opportunità i colonizzatori greci importarono il meglio delle loro cultura: poesia, filosofìa, scienza, tecnologia, religione, mitologia e arte. La Grecia d'Occidente, a sua volta, apportò rilevanti contributi culturali e diede i natali a luminari come Parmenide, Empedocle, Archimede. Platone ed Eschilo vi soggiornarono"

(Michael Bennett e Aaron J. Paul).

giovedì 30 dicembre 2010

lunedì 13 dicembre 2010

Zephiro


Le terre desolate sono oggi
più brulle e vuote di vita.
Gli alberi sono chiome 
di mille Meduse adirate
e questa solitudine
è un serpente che morde l'anima.
I suoi occhi come laghi d'inverno.
Il suo nome solo un soffio
leggero come Zephiro.
Il suo morso profondo
riempie il cuore 
di dolce e amaro veleno
in un eterno morire
nella notte del ricordo.

Ed io nata dal fuoco
e dalla tempesta
accoglierò questo veleno 
e morirò ancora.
E ancora mi ridesterò all'alba
dalle ceneri del dolore e dell'attesa.
E berrò allora l'acqua di quei laghi
e tenderò le mani al vento d'Oriente,
cercherò il mio nome
nel mormorio di quel mare
il cui nome è Vita....

giovedì 9 dicembre 2010

Presepe


Forse era notte, ed una notte pura,
perché nel cielo ardevano le stelle,
mentre i pastori con le ciaramelle
guidavano le greggi alla pastura.

E come luccicavano quegli astri

di carta d'oro! Intorno, qualche lieve
bioccolo di bambagia: era la neve,
sparsa sui monti; e serpeggiavan nastri

d'argento per le valli: erano i fiumi...

Notte; ma dappertutto erano sciami
di bimbi, e lavoravan falegnami
innanzi alle botteghe senza lumi,

e vecchiette: filavano davanti

alle capanne, e v'eran cacciatori
nei boschi (coi fucili!...) e mercatori,
e le strade eran piene di viandanti,

sui muli, a piedi, a dorso di cammello;

e andavan tutti verso un lumicino,
ch'era la grotta di Gesù bambino
con la greppia, col bue, con l'asinello...

Sorgeva una divina sensazione

di mistero, di pace, di riposo
da quel miscuglio ingenuo e delizioso,
da quel mondo di gesso e di cartone.

E in una gioia attonita sommerso

era il cuore del bimbo trasognato...
Le campane suonavano: era nato
colui che disse: «pace! » all'universo;

colui che predicò lungo le rive

del bel Giordano e disse: « perdonate
a chi v'offende, a chi v'opprime! » e: « date
- disse - a chi chiede, e amate anche chi vive

oltre il confine della vostra siepe!... »,

come il vecchio pievano, umile e saggio;
nella chiesetta bianca del villaggio,
ci raccontava, accanto al suo presepe.

Passaron gli anni quell'azzurro cielo

si rabbuiò; sull'anima randagia
quei bianchi, lievi fiocchi di bambagia
piovvero in fitti granuli di gelo,

Ma quegli astri di carta, quella culla

di fieno, quegli arcangeli di noce
parlano ancora con la stessa voce
che ci commosse l'anima fanciulla,

e dicon: « pace ! » al trasognato cuore,

dolci come una musica lontana,
e gli fanno capir quanto sia vana
la sua piccola storia di dolore:

perché, malgrado tutti i suoi naufragi,

malgrado le sue misere procelle,
vi son nel cielo quelle stesse stelle
che un giorno illuminarono i Re Magi;

e fra le stelle, ermetico, tenace,

quello stesso mistero, immobilmente;
e sempre, al mondo, quella stessa gente
con. la sua vana, eterna ansia di pace.

E tende, illusa, il cuore a questa Buona

Novella, nell'oblio d'una giornata,
la vecchia umanità sconclusionata,
che non dà, che non ama e non perdona.


Alberto Cavaliere


"Composto trovasi, puro non già, per la sua massima affinità.  Giallo-verdognolo, d'odor non grato,  è un gas venefico, che ci vien dato" ....

(Alberto Cavaliere, Chimica in versi, Zanichelli, 1928 - 2ª edizione)
Alberto Cavaliere nacque a Cittanova (RC) il 19/10/1897 e morì a Milano il 7/11/1967 in seguito alle ferite riportate in un incidente stradale a S. Remo.

Dotato di una straordinaria capacità nel creare versi in rima, appena dodicenne venne espulso dal collegio per una poesia che satireggiava i suoi professori: un componimento caustico ma dalla metrica ineccepibile.
Alberto Cavaliere viene spesso ricordato per la sua "Chimica in versi", originale libro scaturito da un esame non superato all'Università. Non scoraggiato dal fallimento, decise di rendere in versi l'intero corso di Chimica Generale; si ripresentò davanti al docente e cominciò, ad ogni domanda, a sciorinare le sue rime, superando l'esame, davanti al professore dapprima spiazzato poi meravigliato dall'abilità poetica del suo alunno.

Laureatosi in Chimica presso l'Università di Roma, dopo aver lavorato presso il Ministero dell'Aeronautica come chimico, all'impiego statale preferì la libera professione.
Fu attore, scrittore, giornalista, poeta, umorista e politico. Autore tra l'altro della Chimica in versi.
Fu eletto consigliere del Comune di Milano e successivamente Deputato al Parlamento Italiano.

 Maggiori informazioni sulle opere di Alberto Cavaliere......