"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"
E. Jolley
"Villa Lopez" è un Bed & Breakfast che offre ai suoi ospiti calda accoglienza, intimità, relax, eleganza e cura in ogni particolare.
Il suo blog nasce per raccontare le piccole straordinarie storie di amicizia nate tra una torta di mele ed una chiacchierata in giardino all'ombra "du' Chiozzu", il vecchio gelso che stende i suoi ombrosi rami, paterno e protettivo, e la cui maestosa mole parla di secoli di vita e sembra quasi raccontarti di tutti i monelli che ogni primavera davano la scalata ai suoi rami per "rubare" le sue more.
Tra le pagine di questo blog troverete i pensieri, a volte vere poesie, lasciati dai miei ospiti, veri protagonisti della vita di questo bed&breakfast; troverete pagine scritte proprio da alcuni di loro; troverete, a volte, riflessioni e considerazioni sui problemi di quest'angolo di Calabria e sul turismo; troverete leggende e racconti nati dalla fantasia popolare e tramandati nei secoli; poesie e brani di autori calabresi, spesso sconosciuti.
Il mio invito, a tutti i visitatori di questo blog, a lasciare i propri pensieri e commenti dando così vita e seguito a tante altre bellissime storie di simpatia ed amicizia.


Accomodatevi, prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast

lunedì 9 giugno 2008

"Nero dell'orto"

La vita di "Villa Lopez" la raccontano i fiori, la piccola Milù, la voce antica "Du' Chiozzu" solitario e le tante voci degli amici che qui si fermano, baldanzosi o perplessi viaggiatori, portando le loro storie.

Le voci ed i volti rimangono qui e continuano a raccontare di simpatia, di amicizia e di piccoli momenti speciali dai commenti che hanno scritto, dai dipinti nei quali hanno dato colore alle loro emozioni, dalle foto e dalle poesie o dai libri che mi hanno lasciato od inviato una volta tornati al proprio mondo.
Nella memoria di "Villa Lopez" rimangono indelebili tutte le meravigliose chiacchierate iniziate a colazione, accompagnate dal profumo del caffè e delle torte, e proseguite in giardino o tra i libri oppure nei piacevoli pomeriggi quando si cerca riparo dall'afa nella frescura dell'ariosa cucina.

Uno sguardo al cielo appena velato dallo scirocco e poi giù, ad abbracciare la chiesa, seguire il profilo della collina ........ ed il ricordo di un pomeriggio seduti in cucina, una tazzina di caffè, lo sguardo che scivola sul verde fresco e profumato del giardino, nell'armonia delle cose la piacevole consapevolezza del medesimo sentire, nei versi di una poesia tutta la struggente e muta sofferenza della fedeltà nella solitudine.....


"In un angolo di terra
consuma le sue giornate.
Assi di legno l'ombra per l'estate,
Acqua e freddo compagni d'inverno.

Il canto breve delle galline
il loro curioso
ed instancabile becchettare
accompagnano il suo tempo.

Voci umane.....
qualcuno si avvicina, passa e si allontana.
Avanti e indietro
nello spazio che la catena regala,
Avanti e indietro
nell'attesa piena di speranza .......
di vedere il Padrone.

"E' feroce il mio cane,
cinque anni a catena! Ora ha zanne pronte a lacerare."
Si vanta l'Uomo Padrone.
Lasciagli quest'illusione, Nero,
ricaccia dentro di te
la voglia di una carezza. "


I versi sono di Antonino Longo
dal suo libro "Cane e Catena ..... in fondo agli occhi l'anima"

9 commenti:

Renata ha detto...

Struggenti parole di chi ha saputo calarsi nello sguardo d'un cane.

Chi l'ha fatto.Chi ha saputo vedere.Chi ha,o ha conosciuto l'amore di un cane.Chi ama. o ha amato un cane.. .............

sa, tutto quello che c'è da sapere.

zahxara ha detto...

A volte puoi leggere negli occhi di un uomo lo stesso dolore fedele ed indifeso di un cane.....

Aspettavo le tue parole, Renata.
Un abbraccio....

Renata ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Renata ha detto...

24 giugno 2005
Alle 16,30 abbiamo portato di corsa Trapy dal veterinario perchè amsimava in modo preoccupante. L'abbiamo trasferita, adagiata nella sua cesta cercando di non procurarle ulteriori disagi. Appena l'ha vista, il medico che la curava da tempo, ha sussurrato "Sta morendo!". Le ha fatto una iniezione (credo Valium) e l'ha visitata con cura affettuosa, accarezzandola. Gli sono molto grata. Ha parlato di tumore,di disturbi cardiaci, di vecchiaia. Lei, gentile fino all'ultimo,non si è mossa e - per fortuna - non mi ha nemmeno cercato con lo sguardo mentre concludeva il suo percorso.E io perdevo la sua amicizia, il suo affetto, perdevo lei. Lei, con la sua codina in movimento, lei che mi aspettava fiduciosa sempre, lei che captava da segni impercettibili il mio stato d'animo, adeguandosi.Lei, nel suo modo discreto, senza clamore.... mi lascia. Ne sono rattristata e sollevata insieme. Diciassette anni sereni, senza guai e una conclusione, tutto sommato, veloce. Ma mi manca. Mi manca già tanto. So di aver perso un'amica.Rigiro tra le mani la sua medaglietta che si bagna con le mie lacrime. TRAPY! Questa non è l'unica cosa che mi rimane di te. Mi hai dato talmente tanto!

zahxara ha detto...

Cleo ha occhi da saggio, ha carattere, è dolcissimo e protettivo verso i suoi nuovi padroni. E' arrivato in questa nuova casa che già aveva compiuto 4 anni; lo spostano da una casa all'altra, il tempo di pensare "ecco questa è la mia casa" che già arriva qualcuno e lo porta via di nuovo; Cleo è nero, pesa 60 kg, ha una testa da leone, nessuno lo può tenere perchè è troppo grande e poi hanno bambini e poi lavorano....; Cleo è disorientato, in questa nuova casa non sà se gli saranno amici, non ha voglia di affezionarsi, tanto di sicuro lo porteranno via ancora.
Cleo invece rimane; anche se ha morso due degli abitanti di questa casa; ma l'ha fatto solo perchè non lo capivano e non sapevano delle sue abitudini; loro non capiscono la sua lingua. Per fortuna la signora della casa ha capito, anche lei è andata da un posto all'altro quando era cucciola e lei sà cosa vuol dire parlare una lingua diversa e non essere capiti; Cleo è felice. Adesso è in una casa sua, tutti gli abitanti di casa sono suoi amici e non hanno paura di lui; lui li protegge da chi si avvicina con animo malvagio, deve proteggere sopratutto la piccola signora per questo lui si siede tra lei e qualsiasi estraneo, perchè nessuno possa avvicinarsi e farle del male.
Cleo sta male, sà che dovrà morire ma la sua cara amica non si vuole arrendere, lei lo cura, gli cucina le cose dei cuccioli umani, per farlo guarire; lei sta ore e ore con lui e gli parla di tutte le cose fatte insieme e di tutto quello che ancora potranno fare; Cleo è un "Terranova", ha il mare nel sangue; come la sua amica; le risate di gioia che hanno fatto insieme in riva al mare e i problemi per risalire in macchina tutto bagnato!
25 marzo, il primo giorno di primavera; Cleo sà che questo è il suo ultimo giorno; non puo guardare negli occhi la sua amica, troppo dolore e poi lei potrebbe capire; lei è stupita, lo chiama, Cleo sente il suo dolore, prima o poi lei si allontanerà un poco; quando lei è lontana da lui Cleo può morire. L'ha protetta un'ultima volta; dal dolore nel vederlo andare via.

Cleo è stato avvelenato.

desaparecida ha detto...

E' stato bellissimo entrare qua e ritrovarmi immersa nella poesia!

Ma i vostri commenti care ZAXSARA e RENATA mi hanno toccato il cuore...e mi sono intristita.....

Vi abbraccio di cuore!

Renata ha detto...

Mio Dio! Lo vediamo ogni giorno che non c'è limite al male.Eppure ci ritroviamo sempre impreparati. Povero Cleo! Perché? Avranno visto i suoi occhi, mentre gli servivano quell'ultimo ignobile pasto? Quante parole inutili, anche le mie. Inutili, ma intensamente sofferte. Non può essere che così in chi ha sentimenti anche soltanto "normali". Ciao Cleo.

zahxara ha detto...

Per Desaparecida:
Grazie per essere venuta anche qui.
Mi dispiace averti intristita; io vorrei poter parlare sempre di gioia però la cattiveria è sempre lì, pronta a fare del male.
Ma dalle cose dolorose si impara sempre, di deve imparare; Cleo mi ha fatto capire molte cose sulla generosità e sull'amore che niente chiedono in cambio. La generosità si nutre della gioia di chi riceve e l'amore si alimenta nel dare amore. E la storia di Cleo, anche se così triste, è bella perchè Cleo ha almeno avuto qualche anno di serenità e amore, anche se meno di quanto ne ha dato; quanti, sia cani che umani, vivono un'intera vita senza mai conoscere davvero l'amore!
Un forte abbraccio Desa e spero di rivederti ancora da queste parti...

Per Renata:
Carissima, la storia della tua Trapy mi ha commosso oltre misura come puoi ben immaginare.
Cleo e Trapy vivono ancora nei nostri cuori come amici carissimi che ci hanno dato tantissimo.

Purtroppo la cattiveria si accompagna alla vigliaccheria: chi ha servito il "dolce" l'ha lasciato lì per quando Cleo l'avrebbe trovato, non ha avuto il coraggio di guardarlo negli occhi.

Un forte abbraccio.

desaparecida ha detto...

Nn scusarti.....è stato solo che sono venuta contenta...e poi mi sono rattristata!

Io amo i gatti,ne avevo 5,uno (il papà) l'hanno avvelenato....
mi si stringe il cuore solo al ricordo...

Una volta tornata a casa dopo il responso di un esame andato male,scoppio a piangere con la faccia sul tavolo e lui e la sorella (kosmo e ghea) sono saliti sulle mie gambe e mi hanno leccato le lacrime,miagolato e strusciato il loro muso sulle mie guangie!

I miei mi dissero di stare tranquilla c'era la sessione successiva!

Ora sono rimaste 2 gatte e il mio meraviglioso cane....qndo ritorno a casa di mia madre dormiamo tutti insieme!

E' sempre un piacere leggerti in qlsiasi blog!

ti abbraccio ancora