"E' un privilegio preparare la stanza in cui dormirà qualcun altro"
E. Jolley
"Villa Lopez" è un Bed & Breakfast che offre ai suoi ospiti calda accoglienza, intimità, relax, eleganza e cura in ogni particolare.
Il suo blog nasce per raccontare le piccole straordinarie storie di amicizia nate tra una torta di mele ed una chiacchierata in giardino all'ombra "du' Chiozzu", il vecchio gelso che stende i suoi ombrosi rami, paterno e protettivo, e la cui maestosa mole parla di secoli di vita e sembra quasi raccontarti di tutti i monelli che ogni primavera davano la scalata ai suoi rami per "rubare" le sue more.
Tra le pagine di questo blog troverete i pensieri, a volte vere poesie, lasciati dai miei ospiti, veri protagonisti della vita di questo bed&breakfast; troverete pagine scritte proprio da alcuni di loro; troverete, a volte, riflessioni e considerazioni sui problemi di quest'angolo di Calabria e sul turismo; troverete leggende e racconti nati dalla fantasia popolare e tramandati nei secoli; poesie e brani di autori calabresi, spesso sconosciuti.
Il mio invito, a tutti i visitatori di questo blog, a lasciare i propri pensieri e commenti dando così vita e seguito a tante altre bellissime storie di simpatia ed amicizia.


Accomodatevi, prego, se desiderate visitare il mio bed & breakfast
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sabato 2 giugno 2012

"Le stagioni del maestro giardiniere"



"Le stagioni del maestro giardiniere"

Come coltivare orto e giardino.

Carlo Pagani e Mimma Pallavicini con perizia e tanta simpatia propongono suggerimenti per coltivare giardino, orto, balcone e piante di casa.







Mimma Pallavicini, firma storica di Gardenia con Carlo Pagani maestro giardiniere di bon ton tutto green, nel nuovo libro, non fanno cadere i loro suggerimenti dall’alto, da giardinieri di lungo corso quali sono, ma spiegano le pratiche di giardinaggio per gradi, con garbo e leggerezza, e anche con una spolverata di ironia.
Il loro manuale poco ortodosso descrive tutto quello che è possibile coltivare in qualunque spazio abbiate a disposizione, guidandovi passo dopo passo, stagione dopo stagione, ad avere soddisfazione tutto l’anno.

Chi è Carlo Pagani?





 Carlo Pagani ha introdotto in Italia il collezionismo di rose antiche, di frutti antichi e di diversi fiori, tra cui lillà e peonie. Dopo decenni di esperienza nella coltivazione di fiori da taglio e nella costruzione di giardini, si è dedicato a divulgare la passione per le piante e le proprie esperienze di maestro giardiniere con conferenze e corsi in tutta Italia, sul mensile «Gardenia» e in televisione, prima su Rai3 e Rai2, poi sui canali di Sky, Leonardo (418) e Arturo (138), con le rubriche «Guida al verde», «Stagioni in casa», «Favole in verde», «Favole in rosa» e «Giardini d’inverno».

Chi è Mimma Pallavicini?

 Mimma Pallavicini ha studiato scienze naturali e si è specializzata in comunicazione e giornalismo del verde. Esperta nella divulgazione di giardinaggio, collabora con diverse testate, tiene una rubrica su «Gardenia» e alimenta un proprio blog come opinionista di piante e giardini. Ha pubblicato libri con Fabbri, Il Sole 24 Ore Edagricole, Giunti, Gribaudo, De Agostini, Cairo, Mondadori Electa. Con Carlo Pagani ha scritto Rose perdute e ritrovate (Il Sole 24 Ore Edagricole, 2000), ormai considerato un «classico».


mercoledì 10 settembre 2008

Zomaro; la montagna magica.




"Ho sempre saputo che quella montagna era magica; anche il vento recava voci di trapassati e la nebbia dei loro spiriti leggeri.
D'estate la luce abbacinante delle radure tra i faggi aveva poteri medianici: ho avuto anch'io delle visioni. L'ho vissuta così, intensamente ed essa mi ha stregato per sempre, ora che tardivamente comincio a capire da quanti popoli fù attraversata ed abitata, a quanti dominatori sottomessa, da quanti intenti ricercata.

Mi rivelerei provinciale e di parte se non chiarissi che tutta quella montagna, dai fianchi stretti e dalla lunga schiena, ricca di acque e popolata di faggi, la "dorsale", come la chiamarono, fu infinitamente contesa, appropriata e riappropriata, necessaria al transito, senza alternative, non impantanata e ricca di miasmi come la grande Piana silvestre, non riarsa come le rocche orientali, perciò anche adocchiata da levante e da ponente; possedeva essa sola tutti i requisiti che sull'uno e sull'altro versante non si ritrovavano mai assieme.

Devo credere alla pervasività, alla permanenza degli ectoplasmi delle civiltà sparite e, con esse, delle sofferenze, delle ribellioni, delle fughe, delle paci quiete, degli sradicamenti, dei ritorni e quella montagna li ebbe tutti, più volte nei millenni e ne mantiene ancora le ridondanze.
Là sopra, in qualunque stagione vi capiti, non sei mai solo. La ressa delle compresenze è tale che le orecchie si riempiono di frastuoni anche nei più durevoli e distesi silenzi.

Afferro ora il senso ingenuo ed ineffabile del sentirsi parte delle infinite generazioni dell'uomo, della immortalità della specie; accanto agli alberi sempre fedeli al loro destino, alle pietre che non mutano mai sito, su quella montagna dei sette popoli nulla è mai morto veramente."



Ho tratto queste sensazioni dal libro "Zomaro, la montagna dei sette popoli" di Domenico Raso, cittanovese che sente la sua appartenenza a questa terra, alla sua montagna.
Chiunque sia stato su allo Zomaro e si sia incamminato giù sotto le faggete od abbia "osato" l'ombra delle pinete o si sia affacciato sul versante ad oriente a respirare l'aria dello Jonio sa che Domenico Raso dice il vero; nel silenzio che quì è diverso che altrove la sensazione di non essere soli, di voci che ti sussurrano all'orecchio è reale, intensa e forte. Chi non ascolta con l'animo puro, "jancu", la percepisce come una sensazione di angoscia; chi sente invece dentro di se il fluire dello spirito di questa terra su questa montagna si sente in pace, si sente a casa.